montepulciano

Il Montepulciano: vitigno e vino d’Abruzzo

 

Il Montepulciano: vitigno e vino d’Abruzzo

Il Montepulciano d’Abruzzo è un vino assolutamente straordinario delle nostre terre, frutto di grande passione e grande professionalità dei viticoltori abruzzesi che raccontano con esso la terra d’Abruzzo, con le sue bellezze e le sue tradizioni.
Importanti riconoscimenti ricevuti e le graduatorie dei concorsi nazionali ed internazionali nei quali sempre più spesso lo troviamo ai primi posti, testimoniano che la ricetta di qualità nelle uve, le basse rese e gli investimenti in tecnologia, pagano.
La zona di produzione di questo eccellente vitigno può essere suddivisa in cinque areee di secolare tradizione viticola che offrono vini con la stessa matrice ma strutturalmente diversi e con caratteristiche differenti in ogni zona.
Dal mare risalendo il Pescara, superate le gole di Popoli, si apre la stupenda Valle Peligna (dal nome degli antichi abitatori), dove troveremo vini d’aspetto brillante e vivace, rubino tenui o cerasuoli, molto puliti nei quali spiccano i sentori della liquirizia, della mora e della ciliegia, vini d’inaspettate armonie con i cibi di montagna.
Nella parte collinare del versante orientale del Gran Sasso ci sono invece i territori di Loreto Aprutino, Penne, S. Giovanni Teatino che, fra uliveti secolari, offrono vigne e vini di grande razza, forse i più nobili d’Abruzzo, con sentori di lampone, albicocca e bacche.
Nel Termano troviamo un’altra area altamente qualitativa, da Torano a Corrosoli, da Ancorano a Garrulo, da Controguerra a Clonnella, zone di produzione di vini che propongono sensazioni organolettiche diverse, dovute sia lla struttura del terreno che al microclima, presentandoci dei vini con maggiore presenza di acidità e di alcol, con sentori di speziato e di frutta rossa matura e quindi vini più adatti all’invecchiamento.
Nella zona più meridionale della regione, famosa un tempo solo per la grande produzione di uve da tavola, oggi si propongono da Francavilla fino ad arrivare a Vasto, vini di qualità dove prevalgono sentori di caffè tostato, liquirizia e in alcune zona la viola.
Quindi nella Regione un grande prodotto che in simbiosi con il territorio muta le proprie caratteristiche, anche in relazione ad un giusto legame con i prodotti del territorio.
Le uve destinate alla produzione del vino Montepulciano d’Abruzzo d.o.c. vengono ottenute da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve essere superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno.
La resa massima di uva non deve essere superiore a 150 q.li per ettaro (molte aziende di qualità bloccano la resa a 50/ 60 q.li per ettaro) mentre la gradazione alcolica minima è pari all’11,5 Vol.
Il Montepulciano d’Abruzzo è ottenuto quasi esclusivamente dalle uve del vitigno Montepulciano con l’eventuale piccola aggiunta (max. 15%) di altre uve a bacca rossa (Sangiovese).
Le caratteristiche organolettiche si identificano nel colore rosso rubino intensissimo, purpureo, nell’evoluzione volge al granato con sfumature arancio sempre più presenti nel tempo.
Sulle pareti del calice l’occhio può individuare l’importanza della sostanza estrattiva.
E’ un vino robusto, di corpo, che ben si adatta all’invecchiamento e può fregiarsi della menzione “riserva” quando l’invecchiamento è minimo di due anni a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia, di cui almeno un anno in botti di rovere o castagno e 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Nell’abbinamento con i prodotti del territorio, ottimi quelli con carni, selvaggina e formaggi a pasta dura.
Il Montepulciano d’Abruzzo con l’indicazione della sottozona “Colline Tramane” è prodotto nei terreni collinari o di altopiano della provincia di Teramo con almeno il 90% di Montepulciano e al massimo il 10% di Sangiovese.
La resa massima di uva non deve essere superiore a 110 q.li per ettaro mentre la gradazione alcolica minima è di 12,5% Vol.
Per fregiarsi della dizione “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a tre anni.
Molto interessante è la versione “cerasuolo” ottenuta da una spremitura soffice delle uve Montepulciano con un brevissimo tempo di estrazione di sostanze che conferisce al vino colore ciliegia con sfumature violacee presto nascoste dall’evoluzione.
Ottimo e molto duttile nell’abbinamento con prodotti del territorio, dalle zuppe ai primi piatti, dalle carni bianche ai formaggi di media stagionatura.
Questo caratteristico vino, dai profumi delle fioriture della montagna, certamente unico nel suo genere, non è riuscito ancora ad affascinare i produttori della nostra regione, che dovrebbero promuovere ed incentivare il raggiungimento di una qualità superiore, com’è nelle naturali capacità e prospettive del Cerasuolo, che ha dinanzi un segmento di mercato poco affollato e nel quale riuscirebbe sicuramente a primeggiare.
“Il Montepulciano” vitigno e vino d’Abruzzo, forte e gentile come le sue genti, oggi a piccoli passi si appresta a raggiungere il posto che merita nell’Olimpo dei grandi vini.

Antonello Moscardi
Sommelier professionista

Vuoi condividere questo articolo

Autore

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>